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Eventi trasversali Festa 2018

Mostre ed eventi che si sviluppano in più giorni dal mese di settembre 2018 al mese di dicembre 2018

Casalecchio di Reno (Bo)
Biblioteca comunale C. Pavese
Casa della Conoscenza
Via Porrettana, 360

Dal 28 settembre al 6 ottobre

Da martedì a domenica; dalle ore 8.30 alle 19.30

Una strada lunga cent’anni: Casalecchio dalla Fondazza alla Casa della Conoscenza. Mostra realizzata da Paola Bertone. Mostra fotografica.

Una ricerca che mette a confronto fotografie dell’Archivio della Biblioteca con immagini degli stessi luoghi fotografati oggi da cui emerge l’evoluzione di Casalecchio di Reno da paese a città.

 

Bologna
Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna
Viale Aldo Moro, 50

Dal 30 settembre al 15 ottobre

ma/me/gio/sa/do ore 10:00-19:00; ve ore 14:30-19:00; lunedì chiuso .

Vite di donne che hanno fatto la storia dell’Emilia-Romagna. Mostra.

Mostra realizzata nell'ambito del Progetto Profili biografici di sindacaliste emiliano-romagnole 1880-1980 promossa dalla Fondazione Argentina Bonetti Altobelli in collaborazione con l'Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna.

 

Monghidoro (Bo)
Museo della civiltà contadina dell’appennino bolognese – Piccolo museo dell’emigrante -  Centro di documentazione
Via Provinciale, 13

Da ottobre a novembre

In orario scolastico o a richiesta concordando giorni e orario.

Monghidoro, nei primi anni del Novecento era un paese povero di quasi seimila abitanti. Il territorio, caratterizzato da alti rilievi, si prestava all’allevamento e alle culture boschive, non certamente a un’agricoltura intensiva. Era, quindi, un paese di forte emigrazione prima quasi esclusivamente stagionale: nella vicina Toscana per fare i carbonai, o addirittura in Germania, Francia e Belgio. Ma poi questa emigrazione divenne stanziale. Intere famiglie emigrarono in Francia e Belgio, tanto che la popolazione calò fino ad arrivare nel 1971 ai 2500 abitanti.  Oggi Monghidoro è un paese che accoglie immigrati da molti paesi, tanto che quasi il 10% della popolazione è di stranieri provenienti da più di 30 Nazioni diverse. Nel centro di Documentazione del Piccolo Museo dell’Emigrante ci sono molti documenti riguardanti l’emigrazione e l’immigrazione: foto, lettere, interviste, film, libri. Da tutto questo materiale si possono trarre spunti per le seguenti attività didattiche da proporre alle classi delle scuole Primarie e Secondarie di primo grado.

1) Visita al Museo della Civiltà contadina per capire la cultura e le risorse del nostro territorio all’inizio del Novecento;
2) ricerca di foto e quadri della prima metà del Novecento, dalla cui osservazione trarre informazioni su lavori tipici di quel periodo, stili di vita, alimentazione, giochi…;
3) interviste a nonni e genitori, italiani e stranieri, per confrontare culture, risorse, mestieri e giochi nei vari paesi di provenienza e cambiamenti nei propri stili di vita, dopo l’emigrazione;
4) da alcune lettere e interviste di emigranti raccogliere informazioni su temi ricorrenti quali: nostalgia del Paese e dei parenti, razzismo, difficoltà nel comunicare e nell’inserirsi nel nuovo Paese;
5) elencazione e classificazione degli errori ricorrenti nelle lettere (chi partiva aveva una bassa scolarizzazione), quindi riscritture delle stesse corrette;
6) mappatura dei luoghi di arrivo e partenza, con indicati i mezzi di trasporto usati;
7) realizzazione di uno spettacolo, realizzato con gli alunni, da proporre sul territorio in occasione di eventi legati a emigrazione e immigrazione.

 

Bologna
Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna
Viale Aldo Moro, 50

Dall’11 al 26 ottobre

ma/me/gio/sa/do ore 10:00-19:00; ve ore 14:30-19:00; lunedì chiuso .

Non è che l’inizio: tracce del ’68 negli archivi bolognesi. Mostra.

 

Bologna
Museo Civico del Risorgimento
Piazza Carducci, 5

Dal 19 ottobre al 27 gennaio

Orari di apertura del museo

Guerra illustrata, guerra vissuta. Mostra.

La Grande Guerra così come fu vissuta dalla città di Bologna: dalla propaganda massiccia e capillare effettuata con i coloratissimi manifesti del prestito alla mobilitazione del fronte interno, dalle celebrazioni al ricordo dei caduti, dai cimeli, alle fotografie, alle tante memorie dell’evento che segnò l’ingresso nel tragico “secolo breve”.

 

Pianoro (Bo)
Museo di arti e mestieri P. Lazzarini
Via Gualando, 2

Dal 13 ottobre al 28 ottobre

Sabato e domenica dalle 15.00 alle 18.00

I racconti del territorio: erbario d’Amore. Mostra di pittura ad acquerelli.

Gli alberi e le erbe spontanee delle nostre campagne e delle sponde del torrente Savena sono i protagonisti delle tavole originali, qui esposte, delle illustrazioni dell’omonimo libro/catalogo.

 

Bologna
Sistema Museale di Ateneo
Museo Europeo dello Studente - MEUS 
Via Zamboni, 33

Dal 19 ottobre al 19 maggio

Ore 17.00

“Je ne veux pas mourir idiot”. Il Sessantotto dall’università al mondo. Mostra dedicata al ’68 studentesco.

 

Bologna
Chiesa di Santa Sofia al Meloncello

20-21 e 27-28 ottobre

Ore 9.00-12.00 e 15.00-18.00

La Croce Rossa nella Filatelia internazionale. Mostra documentale.

In occasione della ricorrenza dei 150 anni dalla fondazione della Croce Rossa, Il Circolo Filatelico Emiliano espone una ampia rassegna dei francobolli emessi nel mondo ad onore di questa benefica e fondamentale istituzione. A cura del Circolo Filatelico Emiliano e del Centro Studi per la Cultura Popolare.

 

Bologna
Museo della Beata Vergine di San Luca
Piazza di Porta Saragozza, 2/a

Dal 3 al 29 novembre

Martedì, giovedì, sabato: ore 9.00-13.00; domenica: ore 10.00-14.00

Arcangeli ritratto. Mostra documentale.

Opere artistiche originali degli studenti del Liceo Artistico di Bologna, soci della “Francesco Francia” partecipanti ai “Corsi complementari” organizzati dall’Associazione presso il Liceo. A cura dell’Associazione Francesco Francia e del Centro Studi per la Cultura Popolare.

 

Bologna
Palazzo d’Accursio
Manica
Piazza Maggiore, 6

Dal 7 al 18 novembre

Antichi manoscritti sulla via della seta. Un viaggio nella storia dell’Asia centrale sulla rotta di antichi manoscritti. Mostra.

L'evocativa denominazione "Via della Seta" venne coniata dal grande viaggiatore e geografo tedesco Ferdinand von Richthofen nel 1877. Da allora questa espressione ci suggerisce una sterminata rete di rotte commerciali sull'asse Est-Ovest che fin dall'antichità classica venivano percorse in entrambe le direzioni per mettere in comunicazione il mondo orientale col bacino del Mediterraneo e con l’Europa. La Via della Seta è protagonista di una storia millenaria che sembra non avere fine: enormi quantità di persone in costante movimento per scambi commerciali, pellegrinaggi e conquiste che ancora oggi portano a riflettere sui concetti di identità, appartenenza e accoglienza. Nel corso di molti secoli la seta ha rappresentato per la Cina un bene di interesse nazionale primario, ed in tal modo, pur lungi dall'essere il solo bene oggetto di questi scambi, finì per simboleggiare l'intero movimento non soltanto di beni di alto valore quali erbe, semi, arnesi, spezie, pietre o tessuti, ma anche di tecnologie e arti, come pure di concetti filosofici e valori etico-spirituali. Si potrebbe forse dire, azzardando un poco, che la "Via della Seta" valga anche da precursore inconsapevole di un primo processo di globalizzazione. Naturalmente il modo più semplice di far circolare le idee, oltre alla trasmissione orale, era ed è quello di scriverle avvalendosi di supporti affidabili. La carta, altra invenzione cinese, formò e riformò intere civiltà semplicemente veicolando le idee che conteneva.

Attraverso un singolare percorso intrapreso con l’ausilio di una selezione di manoscritti concepiti e realizzati nei gangli più vitali di questa antica e vastissima rete di scambi, che dati i limiti cronologici e geografici, saranno giocoforza islamici, tratteremo argomenti rappresentativi di queste realtà. La mostra è suddivisa in due segmenti: il primo cartello, molto grande, rappresenta la carta geografica dell’area interessata (dal Mediterraneo alla Cina) con la geolocalizzazione dei manoscritti. Gli altri cartelli saranno suddivisi per aree geografiche e per tematiche collegate ai principali argomenti trattati nei manoscritti come ad esempio la Persia e i Safavidi, il Kashmir come luogo di frontiera, l’Impero ottomano.

Visite guidate con interprete: sabato 10, domenica 11, sabato 17, domenica 18
Orario delle visite guidate: ore 17.00 Durante le visite guidate sarà possibile visionare alcuni manoscritti originali. A cura di Giuseppe Solmi Studio Bibliografico.

 

Bologna
Palazzo d’Accursio
Sala d’Ercole
Piazza Maggiore, 6

Dal 6 al 25 novembre

Non è che l’inizio: tracce del ’68 negli archivi bolognesi. Mostra.

Orari di apertura: martedì, mercoledì, giovedì, sabato, domenica dalle 10.00 alle 19.00; venerdì dalle 14.30 alle 19.00.

 

Bologna
Museo MAMBO
Via Don Minzoni, 14

Dall’8 novembre 2018 al 9 dicembre

Ritorno al futuro? Dalle scuole all’aperto alle nuove esperienze educative nella natura. Mostra, a cura di Mirella D’Ascenzo e Mino Petazzini. Inaugurazione l’8 novembre alle ore 18.00.

La mostra resterà aperta dall’8 novembre 2018 al 9 dicembre.

 

Bologna
Galleria de' Marchi
Via de' Marchi, 19

Dal 10 al 22 novembre

I volti della Storia. Collettiva di pittura con gli autori della Galleria de’ Marchi.

La mostra collettiva verrà inaugurata il 10 novembre alle 17.30.

Orari di apertura dal lunedì al sabato dalle 17.30 alle 19.30. Durante il periodo di apertura della mostra si alterneranno all’interno della Galleria: letture di poesie, buffet con menù storici, incontri con autori.

 

Bologna
Museo della Beata Vergine di San Luca
Piazza di Porta Saragozza, 2/a

Dal 2 dicembre al 13 gennaio

Martedì, giovedì, sabato: ore 9.00-13.00; domenica: ore 10.00-14.00

La figura de “La Tradizione” nel presepio. Mostra documentale.

La figura de “La Tradizione” è tipica del presepio bolognese. La mostra presenta opere scultoree, appositamente realizzate, dei maestri Elisabetta Bertozzi, Patrizia Capozzi, Mirta Carroli, Antonio Dall’Olio, Ivan Dimitrov, Francamaria Fiorini, Paolo Gualandi, Luigi E. Mattei, uniti a modelli antichi dell’800 e del primo ‘900. A cura dell’Associazione Francesco Francia e del Centro Studi per la Cultura Popolare.